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lunedì 11 aprile 2016

Finalmente in video!

Grazie alla collaborazione con la web tv Salvo5puntozero.tv , L'ingrediente in più è finalmente approdato al video!
Oggi, emozionata come non mai, alle 17:00 ho partecipato alla diretta per il lancio della prima puntata della mia rubrica di cucina cruelty free ricette "umane", una serie di ricette semplici e alla portata di tutti per far capire che alimentarsi in modo etico e consapevole è possibile, non è difficile ed è anche gustoso e divertente!
Ecco il video della diretta!


Qui  di seguito, invece, la videoricetta del ragù vegetale!!

venerdì 8 aprile 2016

Grandi Novità!!

E' un po' di tempo che non pubblico ricette, perché stavo lavorando ad una grande novità che finalmente adesso vede la luce e posso perciò svelarvi nei minimi dettagli!! Non sto nella pelle per l'emozione e non vedo l'ora di cominciare questa nuova avventura!
Mi è stato affidato il compito di curare una rubrica di video-ricette per la web-tv Salvo5puntozero!! 
Lunedi 17 Aprile, alle ore 17:00 sarò in diretta per un'intervista e per il lancio della prima puntata della rubrica! Ecco la locandina che, se volete, potete diffondere ovunque!!

 






In questo video, dal minuto 21:05, si trova la presentazione ufficiale della rubrica.




Nella mia rubrica "ricette Umane", da semplice appassionata di cucina cruelty-free quale sono, ho scelto di presentare una serie di ricette molto semplici e alla portata di tutti, perché lo scopo che mi prefiggo è quello di contribuire a diffondere la consapevolezza che non solo è possibile alimentarsi in modo sano e gustoso senza causare la sofferenza o la morte di nessun animale, ma che è anche molto più semplice di quello che si pensi!!
La rubrica dovrebbe avere cadenza settimanale, ma il progetto è in continuo divenire e subirà sicuramente cambiamenti e migliorie in corso d'opera!
Io ce la metterò tutta per essere all'altezza di questo compito e non vedo l'ora di iniziare!! Spero di avere il vostro supporto e che la rubrica possa avere riscontri positivi, crescere e migliorarsi nel tempo anche grazie ai suggerimenti del pubblico!
Mi raccomando, segnatevi data e ora...ci vediamo in diretta su Salvo5puntozero.tv!!

venerdì 20 febbraio 2015

Polenta incatenata alla carrarina

La polenta incatenata è una antica ricetta della cucina povera, tipica dell'alta Toscana e della Lunigiana, e che quindi immancabilmente mi riporta indietro nel tempo e mi ricorda il profumo della cucina di mia nonna. Non posso perciò non dedicare questa ricetta, il cui nome è legato alla mia città di nascita (Carrara), alla memoria di mia nonna Cesarina, donna d'altri tempi, che sapeva cucinarla in modo eccellente, ma che soprattutto raccoglieva l'ingrediente principale, gli "erbi", con le sue mani, direttamente dalla campagna. I cosiddetti "erbi" non sono altro che le erbe commestibili che si trovano un po' ovunque nei campi e nelle zone a monte, tra cui l'aspraggine, il porro, la borraggine, l'acetosa, il  finocchio selvatico, il raperonzolo, il luppolo, la cicerbita, la pimpinella ecc. I miei nonni materni erano grandi esperti nella raccolta; al giorno d'oggi, invece, é diventato difficile trovare raccoglitori che sappiano cosa cercare, in compenso è più facile trovare gli erbi nei mercati di verdura. Se proprio non si riesce a trovarli, possono essere sostituiti con verdure e cavolo sminuzzati.



INGREDIENTI

  • 1 chilo di erbi
  • 300 grammi di fagioli borlotti, o di fagiolini dall'occhio
  • 500 grammi di farina di granturco
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  • sale q.b. 
  • soffritto di aglio e cipolla q.b. (facoltativo)



PREPARAZIONE 

 In una pentola capiente far cuocere, in acqua salata, gli erbi e i fagioli fatti rinvenire una notte in acqua. Una volta cotti, togliere l'eventuale acqua di cottura in eccesso e iniziare a versare la farina, facendo attenzione a non formare grumi. Cuocere per almeno mezz'ora (la polenta deve raggiungere una densità leggermente superiore ad una crema), aggiungendo per ultimo il soffritto di aglio e cipolla (facoltativo). Servire in piatti singoli aggiungendo olio d'oliva extravergine a piacere. La polenta incatenata, a mio parere, è ancora più buona se conservata per il giorno seguente, tagliata a fette, riscaldata e servita con un filo d'olio a crudo e magari con una spolverata di pepe nero, proprio come la vedete nelle foto che corredano questo post! E se ancora per caso ne avanzasse, si puo' anche friggere in padella...mmmm....buon appetito!! Quanti ricordi....grazie Nonna Cesy!!

giovedì 12 febbraio 2015

Frittelle di Carnevale all'arancia, con zenzero e vaniglia

Carnevale, si sa, è periodo di dolci e di ricordi d'infanzia...una buona occasione per tornare bambini, fare festa, mettersi in maschera e, tra coriandoli e stelle filanti, concedersi anche qualcosa di fritto, come da tradizione!! E allora, via di frittelle!! Quale migliore occasione per utilizzare i meravigliosi stampini che mi ha regalato mia suocera?

Questi stampi fanno parte della tradizione di molte regioni d'Italia: per tanti anni, in ogni fiera o mercato d’Italia ci si poteva imbattere nel banchetto del venditore di stampi per frittelle che offriva i suoi dolcetti caldi, croccanti e innevati di zucchero a velo ai bambini, ma purtroppo col tempo sono caduti in disuso, tanto che oggi è anche difficile trovarli. Con questi stampi è possibile realizzare delle bellissime frittelle a forma di fiore, di farfalla o di stella, l'unico accorgimento che bisogna prendere è quello di mantenere l'olio di frittura molto caldo. Per questo motivo spesso viene utilizzata la friggitrice, tenendo il coperchio aperto. Io ho utilizzato una padella con i bordi alti e il fondo stretto, così da poter utilizzare una quantità adeguata di olio. Nelle varie ricette della tradizione italiana, però, nella pastella delle frittelle sono quasi sempre presenti il latte e l'uovo, perciò ho dovuto completamente reinventare la pastella, ma devo dire che il risultato, seppur migliorabile, è stato delizioso!
 
INGREDIENTI
  • 100 grammi di farina di ceci
  • 150 grammi di farina di tipo 1 macinata a pietra
  • 300 ml di latte vegetale (io ho usato latte di soia), o acqua fredda
  • un pizzico di vaniglia in polvere o mezzo cucchiaino di aroma di vaniglia
  • un pizzico di zenzero macinato
  • un pizzico di cannella 
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 80/100 grammi di zucchero integrale di canna tipo mascobado
  • qualche goccia di aroma d'arancia

 PREPARAZIONE

Preparare la pastella miscelando le farine setacciate con gli altri ingredienti, amalgamando il tutto con una frusta per evitare che si formino grumi. Lasciar riposare l'impasto. Nel frattempo, in una padella capiente, dai bordi alti, versare abbondante olio per friggere (io ho usato quello di girasole, ma credo sia preferibile l'olio di arachidi) e portare ad alta temperatura: l'olio deve essere molto caldo per tutta la durata del procedimento. A questo punto prendere uno stampo e scaldarlo per qualche secondo nell'olio bollente, quindi scolarlo ed immergerlo nell'impasto avendo cura di non immergere il bordo superiore. Immergere poi di nuovo lo stampo nell'olio e attendere che diventi ben dorato (se l'olio è caldo, sarà questione di secondi). In teoria le frittelle dovrebbero staccarsi da sole dallo stampo, in pratica non succede quasi mai (!), ma non è un problema. Una volta raffreddato lo stampo, possiamo staccare le frittelle senza problemi con le mani o usando una piccola spatola. Adagiare le frittelle su carta assorbente per togliere l'eccesso di olio e servirle con una spolverata di zucchero a velo!! Dal momento che un lato delle frittelle resta concavo, possiamo anche farcirle con una crema a piacere o con la marmellata che preferiamo!! Io ho già in mente un sacco di iedee per la prossima volta!! Buon appetito!! 




mercoledì 21 gennaio 2015

Mini burger di lenticchie con maionese di carote



Amo moltissimo le lenticchie, le cucino spesso perché sono un'ottima fonte di proteine vegetali e penso che siano il legume migliore per preparare dei burger.
Sono un'ottima fonte di minerali, in particolare potassio, fosforo e magnesio a cui seguono calcio, sodio, ferro, zinco, rame, manganese e selenio.
Le lenticchie contengono inoltre vitamine del gruppo B, precisamente le vitamine B1, B2, B3, B4 e B6, la vitamina C, k, J e, in minima percentuale, la vitamina E. 
Oggi ho preparato dei mini burger da accompagnare ad una "maionese" di carote. 
Anche le carote sono un prezioso alleato per il nostro benesere, in quanto sono una vera e propria miniera di ferro, calcio, magnesio, rame, zinco. Ma non solo: apportano pro-vitamina A, vitamina B e C;  sono inoltre la fonte più ricca di beta-carotene, trasformato in vitamina A dall'organismo in caso di bisogno.
Non da ultimo, portano in tavola il buonumore perché rendono i nostri piatti più allegri e colorati, aspetto molto apprezzato in particolare dai bambini! 


INGREDIENTI
(per circa 18 mini burger)

  • 200 grammi di lenticchie secche o 400 di lenticchie lessate e scolate
  • 1 cipolla
  • 1 spicchio d'aglio
  • 2 cucchiai di lievito alimentare in fiocchi
  • pan grattato o impanatura di mais q.b.
  • 1 cucchiaio di semi di chia
  • 55 ml di acqua
  • olio extravergine d'oliva q.b. 
  • sale q.b.
(per la maionese di carote)

  • 4 carote 
  • 2 cucchiaini di senape
  • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 1/2 cucchiaino di aglio in polvere
  • 1/2 cucchiaino di cipolla in polvere
  • sale q.b.


PREPARAZIONE

Lessare le lenticchie in abbondante acqua salata e scolare. Mettere a bagno i semi di chia in 55 ml di acqua e lasciarli da parte in attesa che si formi il gel. Tagliare la cipolla a pezzi piccoli e farla appassire in padella con un po' d'olio extravergine e uno spicchio d'aglio, poi aggiungere le lenticchie e far insaporire per qualche minuto. Spegnere la fiamma e lasciar raffreddare le lenticchie, ricordandosi di togliere l'aglio. Con un robot da cucina ridurre la maggior parte delle lenticchie in purea e lasciarne una piccola parte integre. In un recipiente amalgamare le lenticchie con il lievito in scaglie e aggiustare di sale, quindi aggiungere il gel di semi di chia e qualche cucchiaio di pangrattato fio ad ottenere un impasto facilmente lavorabile con le mani. Formare dei miniburger e passarli ad uno ad uno nel pangrattato, quindi lasciarli riposare almeno un'ora in frigorifero. Quando si saranno compattati, cuocerli in padella con un filo d'olio extravergine, finché non saranno dorati da entrambi i lati: basteranno pochi minuti.
Per preparare la maionese pulire 3 o 4 carote e tagliarle a tocchetti. Farle cuocere in acqua bollente salata finché non si ammorbidiscono, quindi scolarle e lasciarle raffreddare. Quando saranno a temperatura ambiente, metterle in un tritatutto con il resto degli ingredienti e frullare fino ad ottenere una crema omogenea. Questi mini burger sono ottimi come secondo piatto, sono adatti anche ai bambini, e in versione più grande possono essere consumati in un tipico menu da fast-food, nel classico panino da hamburger, insieme alla maionese di carote e a qualche foglia di insalata, ma senza esagerare col contorno di patatine fritte :-)
Buon appetito!!


lunedì 19 gennaio 2015

Muffins salati con broccolo romanesco e yogurt




Dopo la preparazione della quiche al broccolo romanesco, una ricetta in cui questo meraviglioso ortaggio di stagione dalle svariate proprietà è ancora protagonista. 
Il broccolo contiene una grande quantità di vitamine: protovitamina e vitamina A, vitamine B1, B2, B9 (acido folico), PP, C, K, U. 
Molto ampia la gamma di minerali: in primis fosforo, calcio, ferro, zolfo, potassio, rame, magnesio e iodio. Per le proprietà curative dei broccoli vi rimando ad un interesante articolo su I Natural.it che trovate qui.
Ho pensato di creare una ricetta adatta anche ai bambini, in particolare a quelli che non amano consumare le verdure e i broccoli, ma che magari possono essere conquistati se le verdure vengono loro proposte in una veste diversa dal solito, con una presentazione giocosa! 
Ho realizzato così dei muffin salati con un topping di crema allo yogurt, adatti anche ad un aperitivo o a un rinfresco.

INGREDIENTI
(per circa 8/10 muffins)
  • 150 g di farina integrale di tipo 1 
  • 50 g di fecola di patate
  • 1/2 broccolo romanesco lessato (circa 150/200 g)
  • 1/2 scalogno
  • 3 pomodori secchi ammollati
  • 120/130 ml di acqua
  • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • sale q.b.
  • 1 presa di curry
  • 125 ml di yogurt di soia naturale + 2/3 cucchiai per la crema/topping
  • 1/4 di cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 1/2 cucchiaino di cipolla in polvere



PREPARAZIONE
In una padella antiaderente scaldare 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva, quindi aggiungere lo scalogno tagliato a pezzetti piccoli e lasciare appassire per qualche minuto. Aggiungere poi i pomodori secchi a tocchetti,  il broccolo lessato tagliato grossolanamente (lasciarne da parte 2/3 cucchiaiate per il topping) e una presa di curry. Far insaporire per qualche minuto poi spegnere la fiamma e lasciar raffreddare. In una terrina setacciare la farina, unire la fecola, l'olio, l'acqua e il sale, quindi amalgamare bene gli ingredienti aiutandosi con una frusta, fino ad ottenere un impasto liscio. In un contenitore a parte mescolare bene lo yogurt di soia (125 ml circa) con 1/4 di cucchiaino di bicarbonato di sodio. Unire tutti gli ingredienti all'impasto, amalgamare molto bene e aggiustare di sale. Riempire degli stampi per muffin e infornare a 180° per 30 minuti (fare la prova dello stuzzicadente). Per il topping frullare 2/3 cucchiai di yogurt con il broccolo lessato laciato da parte e 1 o 2 cucchiaini di cipolla in polvere, infine aggiustare di sale. Quando i muffins saranno ben raffreddati, guarnire con la crema e un po' di semi di zucca non salati.
Buon appetito!! 


Con questa ricetta partecipo al contest "Cavoli, che ricetta!"del blog Pixelicious, di Sara, nella categoria antipasti:

http://www.pixelicious.it/2014/12/18/cavoli-che-ricetta-il-primo-foodcontest-di-pixelicious/

mercoledì 14 gennaio 2015

Veg-Formaggio affumicato ai semi di canapa e noci

Come avevo anticipato pochi giorni fa in un post su Facebook, ho acquistato dei semi di canapa che avrei voluto utilizzare in qualche modo. In questi giorni li ho consumati spesso al naturale nell'insalata o insieme a frutta essiccata per colazione, ma poi ho deciso di realizzare anche un formaggio ai semi di canapa. I semi di canapa sono alimenti proteici completi, perchè contengono tutti gli aminoacidi essenziali. Ricchi di omega 3 e omega 6, sono anche un valido aiuto contro l'artriosclerosi e i disturbi cardiovascolari.
Ottimo anche l'apporto vitaminico (soprattutto per la vitamina E, dall'azione antiossidante) e di sali minerali (calcio, magnesio e potassio).
Una dieta sana ed equilibrata prevede l'assunzione di acidi grassi omega 3 e omega 6 in proporzioni precise: il rapporto ottimale omega 6/omega3 dovrebbe essere 5:1, ma le cattive abitudini alimentari del mondo contemporaneo hanno  alterato questa proporzione fino a toccare rapporti del 20:1.
Nei semi di canapa tale rapporto ottimale di 5 a 1 è pienamente rispettato.
Grazie al loro contenuto nutrizionale, inoltre, sono un alimento adatto alla prevenzione di colesterolo alto, asma, sinusite, artrosi, tracheite e malattie legate all'apparato cardiocircolatorio. 
Per questo formaggio ho utilizzato anche le noci, che hanno caratteristiche e proprietà molto simili ai semi di canapa.

INGREDIENTI

  • 300 ml di latte di soia naturale bio
  • 10 g di semi di canapa
  • 2 cucchiai di olio di cocco
  • 2 cucchiai di lievito alimentare in fiocchi
  • 1 cucchiaio colmo di miso
  • 1 cucchiaino di cipolla in polvere
  • 2 cucchiaini di senape
  • 2 cucchiaini di succo di limone 
  • 1 cucchiaino di fumo liquido
  • 2 cucchiaini di agar-agar
  • 5/6 noci sminuzzate

PREPARAZIONE

Tenere da parte mezzo bicchiere di latte di soia per sciogliervi l'agar-agar e mettere il restante latte in un pentolino. Con un tritatutto potente sminuzzare il più possibile i semi di canapa. In un recipiente trasferire i semi di canapa tritati, aggiungere il miso, la senape, il limone, la cipolla in polvere, l'olio di cocco e mescolare fino a creare una miscela omogenea. Mettere il latte a scaldare a fuoco lento e aggiungere prima il lievito in scaglie, poi ,sempre mescolando, il composto coi semi di canapa e infine il fumo liquido. Amalgamare bene tutti gli ingredienti e per ultimo aggiungere l'agar-agar sciolto in mezzo bicchiere di latte. Portare lentamente ad ebollizione, far bollire per 2/3 minuti poi spegnere la fiamma e lasciar raffreddare un po'. Nel frattempo ungere un contenitore con un pennello e disporre le noci sul fondo. Trasferire il composto nel contenitore e lasciar raffreddare completamente quindi riporre in frigorifero. Questo formaggio è ottimo come aperitivo, tagliato a cubetti nell'insalata, oppure come ripieno per dei ravioli. Buon appetito!!



venerdì 9 gennaio 2015

Wurstel


E' da un po' di tempo che studio un modo per preparare dei wurstel fatti in casa che abbiano un sapore e una consistenza simili ai wurstel tradizionali, ho fatto un po' di esperimenti e finalmente ho ottenuto un risultato soddisfacente. Si puo' ancora migliorare, sicuramente continuero' a sperimentare, ma adesso sono così presa dall'entusiasmo del momento che non posso fare a meno condividere questo primo risultato!!
INGREDIENTI
(per circa 12 wurstel)
  • 360 grammi di tofu al naturale
  • 1 cucchiaio di miso
  • 1 cucchiaio di fumo liquido
  • 1/2 cucchiaio di pasta di cipolla o cipolla in polvere
  • 1 cucchiaino di senape
  • 3 o 4 pomodori secchi ammollati
  • 1 cucchiaio di lievito alimentare in fiocchi
  • una presa di pepe nero 
  • una presa di paprika dolce
  • 8 cucchiai di maizena
  • 1 cucchiaino raso di agar-agar 
  • 3 o 4 cucchiai di acqua calda

PREPARAZIONE

Tagliare i pomodori secchi, ben strizzati dopo l'ammollo, a pezzi piccoli. Mettere il tofu, il miso, il fumo liquido, la pasta di cipolla, la senape, i pomodori secchi a pezzettini, il lievito in fiocchi, il pepe e la paprika in un robot da cucina e frullare fino ad ottenere una crema omogenea. Aggiungere piano piano la maizena e incorporarla all'impasto. A parte, sciogliere l'agar-agar in 3 o 4 cucchiai di acqua calda e unire all'impasto.Tagliare 12 strisce rettangolari di carta da forno.
Trasferire l'impasto in una sac-à-poche e formare un salsicciotto di impasto su ogni pezzo di carta da forno. Chiudere la carta da forno a caramella e rivestire ogni caramella di carta stagnola. 
Cuocere a vapore per una mezz'oretta. Fare raffreddare completamente prima di scartare le nostre "caramelle". Una volta scartati, i wurtsel possono essere conservati in frigo dentro un contenitore ermetico. 
 


Questa ricetta è adatta a preparare dei wurstel che non vengano poi sottoposti ad ulteriore cottura. Se si desiderano dei Wurstel da grigliare o da cuocere in forno per fare dei salatini, consiglio di sostituire l'agar-agar con della farina glutinosa di riso, quanto basta finché l'impasto sia lavorabile a mani nude. In questo modo i wurtsel avranno una consistenza più "gommosa" e resisteranno indenni anche ad alte temperature. In ogni caso prima di grigliarli o passarli in padella, utilizzare sempre un filo d'olio per evitare che si attacchino alla superficie di cottura.
Buon appetito!!
 


mercoledì 7 gennaio 2015

Rosebud: budino caramellato al limone e zenzero


A dire la verità, durante le ultime festività non ho cucinato molto, ma ho approfittato del periodo per rilassarmi e per abbuffarmi di prelibatezze cucinate per me dalla mamma e dalla zia, che ormai sono diventate delle ottime cuoche di cucina veg!! Però adesso mi trovo a fare i conti con qualche Kg in più e a dover, ahimé necessariamente, affrontare un periodo di dieta e di piatti light per tornare in forma! E' sempre così, durante le feste non riesco proprio a controllarmi!! La ricetta che presento oggi è il risultato della necessità di riutilizzare mezzo litro di latte di soia che mi era avanzato, e così ho preparato dei piccoli budini a forma di bocciolo di rosa per i miei familiari, che hanno gradito molto.

INGREDIENTI

  • 500 ml di latte di soia
  • 4 o 5 cucchiai di zucchero integrale di canna tipo mascobado
  • 250 g di yogurt di soia al limone
  • la buccia grattugiata di 1/2 limone 
  • la buccia grattugiata di 1 arancia
  • 1 cucchiaino di vaniglia in polvere
  • 1 bustina di zafferano
  • qualche goccia di succo di limone
  • 1 o 2 cm di zenzero fresco grattugiato
  • 1 cucchiaino di agar-agar
  • cacao e bacche di goji q.b. per decorare


PREPARAZIONE

Sciogliere l'agar agar in mezzo bicchiere di latte e tenere da parte. Versare il restante latte in un pentolino, aggiungere lo yogurt e mescolare con una frusta per amalgamarli completamente. Aggiungere lo zucchero, la vaniglia, lo zafferano, il succo di limone, le bucce grattugiate di arancia e limone e lo zenzero grattugiato. Mettere il pentolino sul fuoco e, continuando a mescolare, versarvi anche il 1/2 bicchiere di latte in cui si è sciolto l'agar-agar. Portare lentamente ad ebollizione e far bollire per 2 o 3 minuti. Spegnere la fiamma e far raffreddare. Versare negli stampi e far raffreddare in frigo almeno 2 ore. Quando i budini saranno pronti, disporli su un piatto da portata, cospargerli di zucchero di canna integrare e caramellarli con l'apposito caramellatore. Per decorarli, usare cacao amaro grattugiato e bacche di goji. 
Buon appetito!!


giovedì 18 dicembre 2014

Polpette di borlotti in crema di salvia


Oggi pomeriggio ho preparato delle polpette di fagioli borlotti per la cena; l'idea era quella di cuocerle in forno ed accompagnarle ad un'insalata, ma poi, all'ultimo momento, vista la giornata fredda e umida, ho preferito cuocerle in padella e servirle con "un'ingrediente in più" :-) , una coccola calda al rientro da una lunga giornata fuori: una crema aromatizzata con della salvia fresca! Dal punto di vista nutrizionale i fagioli sono un alimento completo, sono ricchi di carboidrati e hanno buon apporto proteico, un ridotto apporto di grassi, inferiore anche alla soia, mentre la buccia è ricca di fibre, che hanno un ruolo determinante nella regolarità intestinale. I fagioli sono molto nutrienti e, ricchi di vitamine A, B, C, ed E, contengono inoltre sali minerali e oligominerali, come potassio, ferro, calcio, zinco e fosforo. Sono inoltre ricchi di lecitina, che favorisce l'emulsione dei grassi,e di conseguenza la riduzione del livello di colesterolo.

INGREDIENTI 
per circa 16 polpette

  • 4 patate piccole
  • 240 g di fagioli borlotti lessati
  • 2 cucchiai di lievito alimentare in fiocchi
  • 50 grammi di amido di mais
  • 1/2 cipolla dorata
  • 1/2 cucchiaino di curry
  • 1/2 cucchiaino di rosmarino essiccato
  • pangrattato o farina di mais per panatura q.b.
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  • sale q.b.
per la crema
  • 1 bicchiere di latte di soia naturale 
  • 4 o 5 foglie di salvia fresca
  • 1 cucchiaio di fecola di patate o amido di mais
  • 1 cucchiaio di lievito alimentare in fiocchi
  • sale q.b.

PREPARAZIONE


Lessare le patate e lasciarle raffreddare, poi schiacciarle con una forchetta o con uno schiacciapatate. Con un robot da cucina frullare i borlotti lessati. In una padella antiaderente scaldare dell'olio extravergine d'oliva, soffriggere la cipolla tritata finemente con le spezie e far raffreddare. In un recipiente unire tutti gli ingredienti, salare ed amalgamare bene tutto con l'aiuto di un cucchiaio di legno fino ad ottenere un impasto omogeneo. Con le mani leggermente umide, formare delle palline di impasto e passarle nella farina di mais. Una volta formate le polpette è consigliabile lasciarle a riposare nel frigorifero almeno un'ora, per far si che risultino più compatte.
Le polpette possono essere cotte per qualche minuto in padella, con un filo d'olio extravergine, avendo cura di girarle spesso, oppure in forno, finché non si sarà formata una crosticina dorata. Per preparare la crema sciogliere un cucchiaio di farina in un bicchiere di latte, mescolando con una frusta per non creare grumi. Mettere in un pentolino, aggiungere la salvia, il lievito in fiocchi, salare e cuocere a fuoco basso finché non si addensa, quindi spegnere la fiamma. Impiattare le polpette ben calde e cospargerle di crema.
Buon appetito!











martedì 4 novembre 2014

Intervista per La Gazzetta di Massa e Carrara

Oggi ho avuto il piacere di essere intervistata in merito al blog da Massimo Benedetti, giornalista apuano che scrive per la testata on-line "La Gazzetta di Massa Carrara". Ringrazio Massimo per l'opportunità che mi ha dato e per aver scelto proprio L'ingrediente in più. Qui di seguito, potete leggere l'intervista, da oggi on-line sul sito de La Gazzetta di Massa e Carrara. In foto, io nella mia cucina! :)  

Francesca Geloni, un blog all'insegna del veganismo

 
 
martedì, 4 novembre 2014, 17:21
di massimo benedetti
Si sta affermando sempre di più in larghissime fette della popolazione mondiale: festival ad hoc gli vengono dedicati ed organizzati; fior di teorici, di professori e di cultori ne scrivono trattati, libri e ne moderano conferenze. Il veganismo è una realtà di cui oggi è impossibile non parlare e non accorgersene. La scelta vegan risponde a idee, posizioni, prese di coscienza ben precise e ponderate, frutto di un radicale cambiamento di quanto, nello status quo, si era concepito e pensato, del modo in cui il mondo e le cose erano state viste e concepite. Francesca Geloni, carrarese, adesso vive in provincia di Milano: vegana da qualche anno, ha fondato un blog tutto dedicato al vegan a 360 gradi.
Francesca racconti la sua esperienza personale: come si è avvicinata alla scelta rivolta al veganismo?
E' successo cinque anni fa, in seguito alla visione di un documentario intitolato Earthlings. Prima di allora, sono sincera, non mi ero mai interrogata sulla provenienza del mio cibo, o dei miei capi di abbigliamento. Devo dire che quel film mi ha letteralmente aperto gli occhi e mi ha spinta ad iniziare un percorso di consapevolezza. Insomma, non che non sapessi che la maggior parte del cibo che consumiamo sulle nostre tavole e buona parte dei nostri capi di abbigliamento proviene dagli animali, ma non avevo mai approfondito ed interiorizzato questa informazione. Essere a conoscenza di una realtà ed averne una reale consapevolezza secondo la mia esperienza sono due cose profondamente diverse e producono comportamenti differenti Ho sempre pensato di amare gli animali e di rispettarli solo perché ero contraria al loro maltrattamento o a pratiche che ritenevo violente come la caccia o l'industria delle pellicce. Quel documentario mi ha messo di fronte all'incoerenza della mia etica, alla violenza e alla sopraffazione che si cela dietro ogni prodotto animale e al fatto, innegabile,  che questo quotidiano spargimento di sangue non è necessario, perciò doppiamente immorale. Non abbiamo bisogno di cibarci di prodotti animali per vivere ed, anzi, ho poi scoperto, grazie a studi come quello effettuato dal dott. Campbell o dal prof. Franco Berrino e dal prof. Veronesi (oncologi italiani di fama mondiale), che la nostra salute ne trae addirittura giovamento. Da quel momento, dico sempre, è iniziata la mia rinascita. Oggi mi sento una persona migliore, non perfetta, ma senz'altro oggi posso dire di fare del mio meglio per causare la minor sofferenza possibile. Sono più attenta al rispetto dell'ambiente, ho sviluppato una coscienza ecologica maggiore e, oltre a non acquistare più prodotti provenienti dallo sfruttamento animale, cerco anche di non acquistare prodotti che finanzino lo sfruttamento dei lavoratori e dei bambini e cerco di inquinare il meno possibile.
Veganismo e non veganesimo, giusto?
Si, è più corretto parlare di veganismo, in quanto si tratta di una filosofia di vita e non di una religione. Il veganismo è la conseguenza pratica dell'antispecismo, ovvero della filosofia che rifiuta ogni discriminazione basata sull'appartenenza ad una specie. L'etica antispecista estende il diritto alla vita ed alla libertà ad ogni componente del regno animale.
Come è strutturato e di cosa tratta esattamente il suo blog?
Il mio blog è una new entry della rete, esiste da poco tempo e, grazie all'incoraggiamento dei miei amici che ad ogni invito a cena dopo aver assaggiato i miei piatti, scherzosamente, mi chiedevano quando avrei aperto un ristorante: così ho fatto, ma si tratta di un ristorante virtuale. Magari un domani mi dedicherò davvero alla ristorazione, ma per ora preferisco diffondere sul web le mie ricette, anche per sfatare molti pregiudizi riguardo la cucina vegan, che, oltre ad essere varia e gustosa, è anche salutare e colorata. Si tratta di guardarci dentro e decidere che mondo vogliamo. Il mio blog si chiama "L'ingrediente in più" ed è recentemente diventato anche una pagina facebook. E' una raccolta di ricette e suggerimenti per un'alimentazione più consapevole e più salutare. Si chiama l'ingrediente in più perché, secondo me,  ciò che caratterizza la cucina vegan è proprio l'amore per la vita. In fondo, come spiego nel blog, si tratta di scegliere che mondo vogliamo. Io vorrei un mondo privo di violenza e sopraffazioni, privo di sfruttamento, dove ogni essere senziente possa vivere la propria vita in libertà. Così ho voluto fare mio il motto di Gandhi "sii tu stesso il cambiamento che vuoi vedere nel mondo" ed è stata la scelta più bella ed importante della mia vita. Molti sono convinti che essere vegan significhi fare delle rinunce, per me significa invece riuscire finalmente ad assaporare con gioia e serenità il cibo. Sono sempre stata una frana ai fornelli, ma, da quando ho scelto di essere vegan, mi sono appassionata alla cucina come mai mi era accaduto, al punto di voler condividere con tutti le gioie della mia tavola.
Il veganismo è una scelta che cambia radicalmente il modo di vedere le cose, di rapportarsi ad esse, di relazionarsi sia alla natura, alle persone, al rispetto dell'ambiente: forse non mi esprimo in termini corretti. Tuttavia può aiutarci a capire esattamente cosa succeda quando si comprende che, tutto quanto fatto e vissuto in precedenza fino ad un certo punto della nostra vita, cambia radicalmente?
Io sono solita dire che dopo la scelta vegan il mondo cambia, perché cambiano gli occhi con cui lo si guarda. Cambia la consapevolezza con cui ci si approccia alla realtà e, di conseguenza, cambiano le prospettive. E' vero che si affronta molta sofferenza alla quale prima non si faceva molto caso. Ma, assieme all'empatia per la sofferenza di molte creature, c'è la consapevolezza di fare la propria parte per alleviarla. Senza dubbio si acquisisce più amore per la natura, si apprezzano molto di più i doni della terra, si fa più attenzione alle tematiche ambientali. Per esempio, per quanto mi riguarda, sento di amarmi molto di più e faccio molta più attenzione alla mia salute: ho smesso di fumare, pratico il trekking in montagna e, ogni volta che posso, faccio lunghe passeggiate all'aria aperta. Non ho più l'automobile e studio sempre con la massima attenzione l'etichetta di ogni prodotto che acquisto, compro molto meno e ho riscoperto il piacere dei prodotti fatti in casa. Sono cambiate molte delle mie abitudini, anche il rapporto con le persone è più sincero e libero da fronzoli. Sono più serena e in pace con me stessa, percepisco un senso di appartenenza che prima non avevo mai provato. E' un percorso, mi ripeto. Un percorso di consapevolezza. Un risveglio.
Quale è l'ostacolo principale, secondo lei, in virtu' del quale, molte persone, pur vedendo, leggendo e con gli occhi aperti su certe tematiche, tuttavia continuano ad andare avanti nel proprio percorso? Parliamoci chiaro: una volta che si sceglie il veganismo, indietro non si torna.
Non ci sono particolari ostacoli nella pratica di uno stile di vita vegan. Ogni vegano le dirà che una volta fatta questa scelta, tutto è stato molto più facile di quanto si pensasse, anche perché ormai si trovano praticamente ovunque capi d'abbigliamento che non contengano prodotti animali o cosmetici non testati su animali. Per quanto riguarda l'alimentazione è ancora più semplice perché la terra ci fornisce tutto il necessario: legumi, cereali, frutta e verdura. E per chi li desidera esistono ormai anche moltissimi prodotti confezionati per vegani anche in qualsiasi supermercato. Il grande scoglio è solo uno: l'abitudine. Il solo pensiero di cambiare delle abitudini ormai consolidate, che vengono tramandate e praticate in maniera automatica, provoca una resistenza. Ogni tipo di cambiamento genera inizialmente una resistenza. Ma se la motivazione è abbastanza forte e sentita, nessuna resistenza può durare a lungo, anche perché, come ho già spiegato,  le alternative esistono e sono ormai accessibili a tutti. Nel mio caso, a superare l'ostacolo dell'abitudine senza alcuna resistenza, è bastata la consapevolezza che la sofferenza e la morte degli animali (ogni giorno nel mondo vengono uccisi mezzo miliardo di animali, oltre 8 milioni solo in Italia) non è necessaria alla nostra sopravvivenza quindi,a mio avviso,eticamente ingiustificabile.
A volte si sente dire che i vegani abbiano problematiche legate al cibo, dal momento che muta radicalmente il loro regime "classico" alimentare. In realtà non è proprio così. Perché?
Essere vegani non significa automaticamente mangiare in modo sano. Faccio un esempio: una persona che mangia ogni giorno patatine fritte e beve bibite gassate è vegana, ma non tutela la propria salute e probabilmente avrà un sacco di problematiche legate al suo modo di alimentarsi.L'alimentazione vegana è potenzialmente quella più sana per l'essere umano, perché priva dei grassi saturi e del colesterolo derivanti dai prodotti animali,ma deve essere praticata con buon senso. Per alimentarsi in maniera sana e bilanciata è sufficiente affidarsi alla natura e a tutti i prodotti che la terra ci regala, alternandoli, variando spesso e cercando di consumarli nella maniera più semplice possibile. Questo non significa affatto mangiare insalata tutti i giorni, ma nemmeno abusare di fritture e cibi confezionati, farine e zuccheri raffinati, come cerco di spiegare nel mio blog.
Quali sono, ammesso che esistano, gli iter per cui ci si avvicina al vegan? Molti, da carnivori incalliti, passano al vegan.
I percorsi che possono portare ad abbracciare uno stile di vita vegan sono molteplici e variano a seconda della sensibilità delle persone. Molti si avvicinano a queste tematiche grazie alle campagne di sensibilizzazione delle varie associazioni di tutela dei diritti animali presenti sul territorio, altri invece scelgono uno stile di vita vegan per motivi strettamente salutistici poiché recentemente sono stati pubblicati eminenti studi scientifici a supporto della tesi secondo la quale l'alimentazione vegan è la più efficace nella prevenzione di alcuni tipi di tumore e di patologie cardio-vascolari. Altri ancora vengono guidati dalla consapevolezza che l'alimentazione vegana assicurerebbe cibo e risorse a sufficienza a tutta la popolazione mondiale a fronte di un minor impiego di risorse, minore spreco di acqua e un minore impatto ambientale. Sono tutte motivazioni molto forti e molto valide.
Pregi e difetti, invece, dell'essere vegetariano: è una fase intermedia pre- vegan, una scelta definitiva o cosa altro. Ci sono sedicenti vegetariani che, tuttavia, si cibano di pesce....
Il vegetariano, per definizione, è chi rifiuta di cibarsi di animali, compresi quindi gli animali acquatici come i pesci, i crostacei e i molluschi. Chi si ciba di pesce non può essere definito in alcun modo vegetariano. E' importante non fare confusione, in quanto capita che alcuni ristoranti inseriscano erroneamente nel menu dei piatti contenenti pesce presentandoli come piatti vegetariani. Il vegetariano non si ciba di animali, ma accetta di consumarne i derivati: latticini, uova, miele. Spesso l'alimentazione vegetariana è adottata per un certo periodo di tempo, come transizione verso la scelta vegan, ma, a volte,  è una scelta definitiva, perché, in buona fede, si è convinti che la filiera dei derivati non produca sofferenza negli animali e si ignora che la realtà è purtroppo ben diversa. Chiunque si informi non avrà difficoltà a verificare quanta sofferenza vi sia anche nella sola prigionia e nelle condizioni di allevamento delle filiere dei derivati, faccio solo due esempi: per avere latte un mammifero deve aver partorito e di conseguenza una madre non potrà allattare il suo cucciolo, che le verrà sottratto e mandato al macello. Per quanto riguarda le uova la realtà non è migliore: a parte l'enorme sofferenza a cui sono sottoposte le galline ovaiole, i pulcini maschi nati da queste galline sono considerati "scarti" (in quanto non femmine non potranno produrre uova e, in quanto figli di ovaiole, non potranno mai diventare polli da carne perché il loro patrimonio genetico modificato li rende inadatti allo scopo) e quindi triturati vivi subito dopo la divisione dalle femmine. Se si vuole veramente smettere di causare queste inutili sofferenze, l'unica scelta da fare è quella vegana.
Secondo lei, le persone vanno sensibilizzate al vegan attraverso campagne globali di informazione, oppure è un percorso strettamente soggettivo? E, nel primo caso, è utile sensibilizzare, secondo lei, alla luce di come l'essere umano è fatto? Spieghi per chi legge il legame stretto tra chi compra una cocacola al supermarket ed un kalasnikov in una guerra......
A mio parere le campagne di sensibilizzazione sono molto utili, perché, nonostante viviamo nell'era dell'informazione globale, c'è ancora poca informazione su queste tematiche. E' bene che tutti siano messi al corrente di certe realtà, perché siano poi in grado di agire di conseguenza, se lo desiderano. E' un percorso personale, certo, ma deve sempre partire dall'informazione. Sono convinta che senza informazione non si possa fare nessuna scelta consapevole. Internet ci fornisce uno strumento potentissimo e dobbiamo usarlo per costruirci una consapevolezza sia come esseri umani che come consumatori. E' questione di responsabilizzazione. Molte informazioni oggi sono alla portata di tutti e sono in grado di poterci orientare nelle nostre scelte, facendoci, ad esempio, scegliere se finanziare o meno aziende o multinazionali coinvolte in attività che siano in contrasto con la nostra etica o con la nostra coscienza ecologica. L'esempio della Coca Cola è molto calzante, perché è una delle multinazionali coinvolte nel finanziamento di guerre e nella produzione di armi. Dobbiamo cioé renderci conto che la nostra spesa giornaliera ha un "peso" etico e politico ed iniziare ad usare responsabilmente questo strumento. Può essere a mio parere il motore di un reale cambiamento. Ma per far si che vi sia un cambiamento nella realtà, ci deve prima essere un cambiamento nelle coscienze."  Massimo Benedetti

Fonte: La Gazzetta di Massa e Carrara
Intervista originale QUI